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13/11/07

Brucia la Rai, o la Rai brucerà il tuo cervello (se già non l'ha fatto)

Cavallo-RaiHa ragione Filippo Facci: la Rai va chiusa.
Ma ha torto, Filippo Facci: la Rai non va chiusa e basta. La Rai infatti va chiusa a doppia mandata, le van messi i sigilli. Dopodiché, va fatto altro.
La Rai va bruciata.
Va istituito il reato di “Ricostruzione di associazione a delinquere contro sé stessi e il patrimonio culturale nazionale” in base al quale perseguire con belluina severità qualunque becero dirigente voglia approfittarsi del marchio e della rete di trasmissione dell'Azienda unicamente per ingrassare il proprio conto in banca, magari con la scusa che “facciamo prodotti popolari che la gente vuole e chiede”.
E con il ricavato della vendita di macchinari, mobili, soprammobili e suppellettili varie, vanno risarciti (in gettoni d'oro, come usava una volta) tutti coloro che da decenni pagano il canone per vedersi trattati, in cambio, alla stregua di idioti, animali ciechi senza coscienza e discernimento.
E di quel che resta - dell'edificio di Viale Mazzini, del cavallo, delle innumerevoli sedi esterne - va fatto un gigantesco falò. Un fuoco che bruci tutto e tutto purifichi.
Questo pensavo stasera, vedendo il primo dvd dell'Espresso su Carosello, dedicato a quanto proponeva l'omonimo programma, se così lo si può chiamare, tra il 1957 e il 1963, ovvero la preistoria della televisione italiana. Una televisione che si rivolgeva a un pubblico semirurale, in possesso di mezzi intellettivi (non intellettuali: intellettivi) estremamente modesti, di un italiano incertissimo e di una capacità di sintetizzare i vettori linguistici che gli si indirizzavano a dir poco primitiva.
Eppure di tutto questo, nei primissimi caroselli, non v'è traccia alcuna.
Non ci sono maestri che, dall'alto della loro cattedra, rubano la merenda ai bambini, che siccome sono ignoranti allora li si può raggirare come si vuole.
Nei caroselli, anche nei più antichi, può apparire qui e là qualcosa che al massimo possiamo prendere, oggi, alla stregua di innocente ingenuità, dovuta magari a qualche incertezza tecnologica o al gusto dell'epoca, ancora in via di costruzione. Ma ci sono (sempre!) ironia, ricerca, leggerezza e, perché no, cultura. Ci sono relax, ingegno, buona fede e trovate; persino autoparodia e, in qualche caso, addirittura divertimento metalinguistico: vedi i casi di Gassman e Govi, nel ruolo di grandi attori che sfottono la propria statura artistica di teatranti che si “abbassano” a reclamizzare un prodotto in tv per vile denaro.

Questo pensavo stasera, e non sapevo di pensarlo, anche tre ore prima di vedere il primo dvd di Carosello.
Quando ho acceso la televisione dicendo “vediamo un po' questo Rino Gaetano”, laddove Rino Gaetano è la fiction televisiva in prima serata su Raiuno.
Diciamolo subito: qui non ci troviamo di fronte a un caso di mancato rispetto nei confronti del pubblico, bensì di aperto, patente, ostentato disprezzo del medesimo.
Non c'è niente, in Rino Gaetano, che non sia all'insegna di un “prendi i soldi e scappa”, e per ciascuna categoria professionale, nessuna esclusa. Dagli sceneggiatori (alcuni di gran nome) in già, tutte le persone coinvolte in quest'autentica mascalzonata culturale devono sentire fetida la propria coscienza per aver imposto agli italiani il ruolo, umiliante e assolutamente non richiesto, di interlocutori imbecilli. Dalla superficialità della progettazione alla ridicolaggine del modo in cui si susseguono gli eventi; dall'assurdità delle situazioni proposte all'inverosimiglianza (chiamiamola così) dei dialoghi (chiamiamo così anche loro); dal taglio dell'inquadratura ai movimenti di macchina; dalle luci (sempre madreperla, sempre schiacciate) alla pesantezza del trucco che impasta le facce di tutti gli attori, tante grottesche moire orfei; dai parrucconi piazzati alla come viene alle due 127 per “rendere l'epoca”; dalla svogliatezza di attori infimamente (e perciò coerentemente) diretti, alle orribili musiche, onnipresenti tappetoni d'archi tremuli che impongono le svolte (?) dell'intreccio (?) con devastante prevedibilità invece che il contrario; insomma, tutto, proprio tutto di questa fiction, probabilmente presentata come “prodotto diretto ai giovani” per via dell'argomento e della presenza di altrettanto giovani “stelle”, è la misura dell'incantesimizzazione della Rai. Della vocazione, cioè, alle tinte fortissime, alla sottoculturaccia da fotoromanzo con una bassa, plumbea e cinica lega che mai peraltro il fotoromanzo, quello vero, si sarebbe permesso nella sua età dell'oro. Qui non si fa solo bieco mélo agiografico: qui si premiano cattiva qualità e scarsa professionalità con dolo, cattiva coscienza, e un cinismo oltre ogni limite.

Andate al ristorante, vi portano il pastone dei maiali. Nonè che non hanno altro da servirvi: è che vi credono proprio maiali.
Ribellatevi. Ribellatevi ad Agostino Saccà, che vi dice che questa fiction vi ha arricchito quando è evidente che ha arricchito lui e i suoi affiliati, e impoverito tutti gli altri. Ribellatevi a gente della statura morale, umana e fisica di Fabrizio del Noce, ribellatevi a questi produttori irresponsabili e criminali che s'ingozzano coi vostri soldi e ridono di voi, o di quel che credono siate.
Ribellatevi a tutto questo, abbiate pietà di voi stessi e abbattete il cavallo (“morente”, si chiama proprio così) di Viale Mazzini, prima che sia lui ad abbattere voi.

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Commenti

Probabilmente siamo abituati a vedere talmente di peggio che questa fiction c'è un po', non troppo ma un po' si, piaciuta. Sarà stata la somiglianza del protagonista con Rino Gaetano o semplicemente la magia di Rino Gaetano, quell'onda lunga del suo successo che ancora c'è.

Però che peccato per tutto quello che poteva rendere questo film migliore, per la verità che non è stata raccontata, per il Sud che c'è nelle sue canzoni e nel suo accento, per il matromonio all'orizzonte, i due incidenti, gli ospedali che lo rifiutano...

Ho visto un Rino Gaetano tanto, troppo, solo. Che tristezza questa fiction!!!

Ma dai in fondo era solo un liberamente tratto ad uso e consumo di voraci consumatori di cronaca nera con nuances rosa.

Cosa è la Rai lo spieghi bene, anche se voglio dire di questi tempi sembra affare di moda, ma chi siano i telespettatori è cosa decisamente più indefinibile rispetto al carosello di allora.

Ieri sera stavo guardando una troppo difficil Exit quando girando mi sono ritrovata su Rino Gaetano, ed ho pensato, come tutti, credo. Ecco degli attori giovani. Santamaria, bravo. E poi le due squinzie, una ex pubblicità Tim e una diva del momento con i vari film da botteghino. Sinceramente la prova mi è sembrata strana. Mi domandavo: cosa vogliono fare. Forse un Romanzo Criminale in stile Rai Uno...??

Bravi gli attori e gradevole la fiction, ma potevano dire che era solo un romanzo di fantasia liberamente ispirato alla vita di Rino Gaetano. In realtà si è visto solo un tabagista nevrotico, erotomane e alcolizzato, mi chiedo dove abbia trovato il tempo di scrivere tutte quelle meravigliose canzoni: dell'artista, del suo modo di comporre, della sua ispirazione non è passato nulla. Niente del rapporto con la sua terra natale, niente del suo mare (che non era quello di Ostia!!!), niente dei suoi emigrati che gli hanno ispirato tante canzoni stupende. Insomma, per gli autori era solo un borgataro romano come tanti altri. Addirittura ai suoi genitori è stato attribuito un assurdo e indefinibile accento siculo-napoletano, tanto per fare capire che erano genericamente terroni: erano di Isola Capo Rizzuto e Cutro, due paesi a pochi km da Crotone!! Come si fa a capire un'artista, se si trascurano le sue origini che tanto lo hanno influenzato?

Il film è stato bello,
ha raccontato bene gli anni difficili in cui l'Italia si è trovata.
Mi ha lasciato con una rabbia nei confronti del sistema e dell'indifferenza di tutti.
Il problema è, che è attuale.
Mai come oggi stiamo attraversando gli stessi anni di incertezza, arroganza e ingiustizie sociali.
Mancano figure che si ribellano all'arroganza ed al potere politico-mafioso-economico.
Lo squallore di tutte le trasmissioni televisivi comprese i telegiornali di cronaca nera imperversa ovunque, per non parlare di quello dei politici italiani.
Credono veramente che gli italiani siano degli idioti buoni solo a fare la spesa al supermercato e a guardare le tette?
Non ha senso quardare i telegiornali, i varietà ed i giochi a quiz.
Sono trasmissioni per anziani sordi e rincoglioniti.
Le trasmissioni di Anno Zero e Report rimangono le sole a farci indignare.

Una fiction scadentissima!!Pessima davvero!Che enorme presa in giro!

veramente sarebbe mediaset da chiudere, infatti è per causa sua se la rai si è lanciata in questa folle gara per fare audience, con tutto ciò che ne deriva...

Non conoscevo molto Rino Gaetano, giusto qualche canzone.
Lo ritenevo tipico cantautore da federazione giovanile (del PCI intendo) insieme a Claudio Lolli e similia, e come tale lo evitavo accuratamente.
Mi sbagliavo, e me ne sono reso conto anche grazie a questa fiction, che mi ha fatto ricordare di quando, da bambino, vidi questo ragazzo strano in televisione che urlava le sue filastrocche, e che a me piacevano da morire, come quelle di Cochi e Renato.
Però di questo senso del surreale, di questa ironia, nella fiction non ne vedo molta.....bravo Santamaria, secondo me hha fatto onestamente un lavoro in cui credeva, al rogo la sceneggiatura con il cavallo di Viale Mazzini, non si può ridurre la vita di un personaggio così vero ed umano all'ennesima versione italiana di Beautiful.
La Rai, nun te regghe più.........

Già la prima puntata mi aveva lasciato un po' così, ieri sera ho avuto conferma dell'occasione sprecata da questa fiction.
Non so molto della biografia di Gaetano, ma di quel poco che so non si è visto niente: niente del suo rapporto con il mare e la terra di origine, poco delle amicizie extramusicali, zero delle amicizie nel mondo della musica.
Ne è venuto fuori un santino "sesso, droga e rock'n'roll" alla Jim Morrison (di cui si vede la copertina di un disco nella villa), alcolizzato e triste (ascoltando le sue canzoni ho sempre pensato ad una persona molto allegra), in aperto conflitto con il padre.
C'è pure l'esperienza psichedelica quando se ne va a Stromboli, peggior scena del film (Ma poi "Resta vile maschio, dove vai" l'avrà registrato lì?) mah!
Buona comunque l'interpretazione di Claudio Santamaria, anche nelle parti cantate.
Non male Casia Smutniak, completamente fuori ruolo Laura Chiatti.
Migliore battuta: l'agente immobiliare quando fanno visita alla villa "Sarà una casa perfetta per lei e sua moglie!" "Mia moglie non c'è più" "Oh, è venuta a mancare... non sapevo... mi dispiace" "E' la vita, son cose che succedono".
Gli autori avrebbero dovuto guardarsi e studiarsi "Ray" e "Io non sono qui", questi sì ottimi biopic.
Speriamo almeno che sia servita per vendere qualche disco di Rino in più.

Io ho potuto apprezzare e legarmi affettivamente, metaforicamente scrivendo, del grande Rino.
La fiction in se' è molto ben fatta. Chi ha scritto l'aritcolo sopra, non capisce , evidentemente, un tubo di cinematografia. prima di giudicare un lavoro, credo sia doveroso, riguardarlo piu volte. Una volta fatto cio, allora sarà opportuno un giudizio.
Sono d'accordo che la sceneggiatura è del tutto inventata. della vita "vera" di Rino, c è poco o nulla.
Devo, pero', fare i complimenti a Santamaria perchè ha confermato di essere un attore di grande talento oltrechè un ottimo cantante. Se avesse avuto una sceneggiatura reale, avrebbe reso ancora di piu, migliore, il personaggio di Rino.
Quello che non accetto della fiction è l'aver raccontato Rino Gaetano come un mezzo pazzo, ubriacone, alcolizzato e fissato col sesso. Quello che poi fece, nel 91, oliver stone con "The Doors" raccontando un falso Jim morrison.
Comunque, ribadisco, la fiction mi è piaciuta, soprattuto per le canzoni, per la bella regia e per la bravura di Claudio Santamaria..
Certi detrattori ,poi, dicano cio che volgiono. invece di perdere tempo nel dire di chiudere la Rai, occorrerebbe far piazza pulita dei politici dalla Rai e rendere la rete di stato pubblica , come una volta.

Caro Nicola, che io possa non capire un tubo di cinematografia è certamente possibile, ma allora saremmo in due, visto che quella di cui stiamo parlando è tutto tranne che cinematografia: si chiama televisione.
E, passando al bizzarro metodo con cui dici di voler giudicare i "lavori", t'informo che ciò che viene trasmesso in televisione, mi spiace per te, si guarda una volta sola, perché una volta sola in televisione passa.
Infine, la Rai "pubblica", quella "di una volta" a cui ti riferisci tu, è sempre (SEMPRE) stata organizzata sui dettami imposti dalle maggioranze che reggevano il paese.
T'invito a leggerne qualcosa, così da chiarirti le idee. Grazie.

dici che la trama era scontata...senza colpi di scena? sai chi era Rino Gaetano? sai la sua storia? hanno già inventato anche troppo cosa avrebbero dovuto fare per renderla più divertente...non farlo morire? non mostrare come era? e le musiche...bhe, erano le sue canzoni...le sue bellissime canzoni che per fortuna non tutti capiscono e ammirano, sinceramente amando Rino ho guardato per curiosità il film e devo dire che non è stato così deludente come sospettavo...lui è stato molto bravo e nella scena del festival di Sansero per pochi minuti mi è sembrato di rivere Rino in uno dei tanti filmati che si trovano in rete...
Mi spiace ma non condivido il tuo post...è vero la Rai fa tante, troppe cose inguardabili ma questa a mio parere (nonostante sia stata anche romanzata) non era poi così male.

riguardo il commento sopra...
...purtroppo la mia tastiera da i numeri e ci sono alcuni errori di battitura!

E' vero che la fiction fa acqua da tutte le parti (la sceneggiatura è in assoluto la sua parte peggiore) pero' mi sono emozionato uguale.
Le storie che vedi al cinema (o in TV fa lo stesso)ti possono emozionare lo stesso anche se la fotografia fa schifo, se gli attori sono dei cani, ecc. E' LA STORIA in se' che ti fa fremere, sconvolgere, commuovere. E' come un libro di uno scrittore di seconda fascia, un quadro di un artista fallito, una canzone di un cantautore sconosciuto... lo leggi, lo vedi, lo ascolti..e ti emoziona! Scatta qualcosa, è come se la storia, il film, il quadro servano semplicemente come mezzo per far nascere dentro di te la vera storia, con la tua sceneggiatura, la tua fotografia.. Ieri quardando il film ogni tanto mi perdevo nei ricordi dei mie anni settanta, rivedevo Gaetano strimpellare e, con lui, Claudio Lolli, Il male, andrea pazienza, le assemblee, i capelli lunghi, mi son fatto la mia sceneggiatura, insomma, ed era perfetta!

ma il giorno che qualcuno brucerà la rai per davvero lo accuserete di terrorismo?

(no, non sono assolutamente un ultrà)

Caro Roberto,
nonostante trovi in parte ingenerosa la critica (pensi che potremmo chiamarlo "sfogo"?) che hai riportato in questo post, concordo sulla valutazione generale della fiction della nostra TV generalista (non solo della RAI: benché, trattandosi in questo caso dell'azienda radiotelevisiva pubblica, la cosa ci appaia più grave). Il meglio che se ne possa dire coincide per me con la definizione data qualche tempo fa da una giornalista che leggo sempre con molto piacere, Mariarosa Mancuso: "Un prodotto per spettatori distratti, con messaggio educativo".
Ciao
Paola

Caro Roberto,
mi trovi completamente in accordo con te.
Non capisco come abbiano portato avanti le scelte degli attori. Perchè Irene, borghese romana, è stata interpretata da una Polacca?
perchè Chiara è stata interpretata da Laura Chiatti, e non da un'altra bellezza nostrana, che però fosse anche un'attrice, un nome su tutti, il primo che mi veine, a mio gusto personale: Anita Caprioli.
e poi perchè mancavano tutti, e dico tutti, i riferimenti alle ispirazioni autoriali di Rino: il sud, gli emigranti, gli sfruttati, i malpagati e i frustrati e tutto ciò che è entrato nella sua vita e gli ha permesso di diventare il genio che abbiamo conosciuto?
Cosa volevano fare con questa fiction? continuare a far passare davvero rino gaetano come il rino di gianna?
che peccato..

ciao, bellissimo post. sconvolgente la testimonianza di carosello: ma è vero, ripensandoci, che ai tempi non c'era questa corsa al minimo comun denominatore, all'abbassamento continuo del livello. molto americano, il nostro stile, mi viene da dire

la fiction su rino gaetano non l'ho vista, per fortuna, altrimenti mi sarei innervosito sicuro: mi salta ticchio ogni volta riscoprire che in italia si diventa "eroi" solo da morti...

Paola: ma sì, chiamalo pure sfogo. E anche la faccenda Rino Gaetano, è chiaro che si prende la parte per il tutto. Con la definizione della Mancuso non sono invece d'accordo: ammesso che si facciano prodotti per spettatori distratti, ci saranno sempre spettatori attenti il cui gusto e la cui cultura verranno formati assistendo a "prodotti per spettatori distratti", che personalmente preferisco chiamare "scadenti".
Siamo quello che mangiamo, diceva Feuerbach; ma un po' anche quello che vediamo, dico io.

Sono daccordo con quelli che dicono che la fiction non ha seguito tanto la vera vita di Rino Gaetano.Ma sopra tutto speravo a un finale diverso.che facessero vedere quando lui ha avuto l'incidente,quando gli ospedali non hanno voluto soccorere,fino al punto della sua morte.Mi hanno lasciato un sacco di punti interogattivi...P.E.C.C.A.T.O. :(

scusate...a parte la critica....volevo ke qualcuno m dicesse ki avrebbe dovuto sposare rino gaetano poki giorni dopo la sua morte ??considerato ke nella fiction viene lasciato da entrambe!! grazie

in realtà Rino doveva sposarsi con Amelia, che è la sua fidanzata di sempre, a quanto ho sempre letto nelle biografie. A questo punto mi chiedo se non era la Irene della fiction, e quindi se anche qui ci troviamo davanti ad una falsificazione delle cose. Ma non sarebbe l'unica, che fine ha fatto, ad esempio, la sorella?

LA FICTON DI IERI SERA E STATO A MIO PARERE UN PIETOSISSIMO MOMENTO DI TRISTEZZA , FORSE UN BANALE EQUIVOCO , SINCERAMENTE NON SO COME DEFINIRLO. PER TUTTE E DUE LE PUNTATE NON HO INTRAVISTO NESSUN SEGNALE, QUALCOSA CHE ASSOMIGLIASSE ALLA FIGURA DI RINO. BELLA LA SCENEGGIATURA , BELLI GLI ATTORI , LE SCENGORAFIA I POSTI, MA DI RINO SECONDO ME NON C'ERA NULLA. IL PROBLEMA DI FONDO E CHE SI E ANNUNCIATO UNA COSA SOLTANTO PER FARE PUBBLICO . ERA MOLTO MEGLIO CHIAMARLA CHENE SO : L'UOMO COL CILINDRO ( ISPIRATO A RINO GAETANO) CHE PRESENTARE IL TUTTO COME LA VITA DI RINO, CHE RIPETO NN HO TROVATO POI MOLTO. IO CREDO CHE COSE COSI' IMPORTANTI, COME LA BIOGRAFIA DI UN ARTISTA DEBBA ESSERE STUDIATA E BEN MESSA APPUNTO DA PROFESSIONISTI,
MA SI PUO AFFIDARE LA PRODUZIONE A CLAUDIA MORI, CHE NON CAPISCE UN CAZZO, CHE HA LA FORTUNA O LA MALAGURATA SVENTURA DI AVER SPOSATO UNO SCIMMIONE D'ORO , VISTO CHE A QUANTO PARE IL SIGNOR CELENTANO LO RIVEDREMO IN USCITA CON UN DISCO NUOVO E ALTRI 14 MILIARDI DI DENARO PUBBLICO PER LA SUA PERFOMANCE TELEVISIVA. AVETE TOPPATO . SONO FAVOREVOLE A BRUCIARE LA RAI E NON SOLO. COMINCEREI DAI POLITICI, DALLE STRUTTURE PUBBLICHE , LA RAI , LA FINIVEST, LA MUSICA IN ITALIA, SCAMARCIO , TUTTA L'ITALIA.
QUESTO E STATO IL RISULTATO- GRAZIE A TUTTI

Che delusione!!! Il povero rino si starà rivoltando nella bara!! A parte la somiglianza e qualche canzone che ogni tanto si sente sembra che non si stia parlando di rino gaetano!!
Si è visto un uomo solo emarginato sfigato alcolizzato tradito infelice depresso. Io ho letto molto su di lui (biografie, aricoli di giornali d’epoca ecc…) e a quanto pare, anche ascoltando le sue canzoni, lui era un uomo attaccato alla vita, allegro spiritoso e soprattutto ironico. Dava ironia a tutto ciò che gli girava intorno. Non aveva mai abbandonato i suoi amici di vecchia data ed era circondato sempre da molte persone, inoltre aveva anche una sorella e una compagna, una tale Amelia di Fondi (che avrebbe sposato pochi giorni dopo il terribile 2 giugno). Praticamente tutto il contrario di quanto ho visto nella fiction.
Inoltre sono stati tralasciati molti aspetti fondamentali della sua vita tipo la sua infanzia e le sue origini calabresi, il suo amore per il sud (si è capito nel film che rino è di crotone??) e per l’italia, le sue riflessioni sugli emigranti meridionali e su parecchi temi delicati (ancora oggi molto attuali) rivisti da lui in chiave ironica, non è stato dato risalto all’intelligenza che si nascondeva dietro all’apparente nonsense dei suoi testi.
Potrei continuare all’infinito parlando delle sue amicizie con cantanti tipo De Gregori, Antonello Venditti, Renato Zero, del suo tour con Cocciante (il Q Concert) fino alla sua tragica e assurda morte avvenuta dopo il rifiuto di ricovero da parte di 5 ospedali della capitale.
Tutto questo nella fiction purtroppo non l’ho visto! Altro che romanzato questa fiction è fantascienza invenzione!
Mi associo pienamente con Anna Gaetano (la sorella) quello che abbiamo visto in tv non era il vero Rino!
Oltre alla delusione che ho avuto c'è anche un forte rammarico da parte mia se penso a tutte quelle persone che hanno conosciuto rino solo attraverso questa fiction, che ha diffuso un'idea distorta e irreale del mitico gaetano.
E' un bene che la rai propone queste fiction dedicate a personaggi e storie vere del recente passato, ma se si deve arrivare a raccontare menzogne, montare ogni cosa fino all'esasperazione, distruggere l'immagine di un personaggio che purtroppo non c'è più solo per arrivare al 30% di share... allora è meglio che lasciano perde!
Comunque bravo Santamaria e... MITICO RINO!!!

Ottimo post, sono d'accordo con gran parte delle critiche. Mi farebbe piacere sapere quant'è costato, l'affaruccio. E aggiungo una "cosarella" in più: il cameo di Andrea Rivera era squallidissimo.

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